Comune di Catania: La storia di Catania (fino al 500 d.C.)
CATANIA
(Capoluogo di Provincia)
La catena collinare che circonda Catania suggerì il primo nome, "Catinon", al primitivo villaggio siculo sorto in prossimità della foce del fiume Amenasos, nel periodo eneolitico.
Qui, nella fase conclusiva della penetrazione greca in Sicilia, intorno al 729 a.C., si insediò una colonia di Calcidesi, guidata da Tucle, l´uomo che aveva fondato Nasso e successivamente Lentini, dando vita ad un nuovo agglomerato, una vera acropoli sull´altura sovrastante il villaggio.
La nuova colonia greca conobbe subito un rapido sviluppo, sul piano edilizio, organizzativo, legislativo e culturale. Nel VII secolo a.C., Caronda dette a Catania un codice di leggi scritte, estese in seguito a tutte le città siceliote. Il poeta Stesicoro ed il filosofo Senofane, fondatore della setta eleatica, la scelsero come propria residenza. Fu dotata di templi, di teatri, di terme, di una zecca e di un erario e fu visitata dai poeti e dagli uomini più colti della Grecia.
Ma la prosperità e l´espansione costante non potevano non suscitare gelosie e contrasti con la vicina Siracusa, che già agli inizi del V secolo a.C. si era assicurata una parziale supremazia su numerose città dell´Isola.
Nel 476 a.C., rompendo ogni indugio, il tiranno di Siracusa Gerone conquistò Catania, fece trasferire la popolazione a Lentini sostituendola con coloni dorici e le impose il nome "Etna".
Ma la reazione dei calcidesi contro Gerone e contro il successore Trasibulo fu tale che pochi anni dopo (461 a.C.) assediarono Etna, la riconquistarono scacciando i coloni dorici (che si trasferirono ad Inessa, cui diedero il nome Etna) e le ridiedero l´antica denominazione.
Ma i contrasti con Siracusa continuarono non soltanto per le differenziazioni etniche quanto piuttosto per esigenze di ordine vario legate alle mire espansionistiche di entrambe, alla inevitabile concorrenza commerciale e al problema della sicurezza militare. Questi contrasti esplosero come una conseguenza della guerra del Peloponneso: Catania si offrì ad Alcibiade come base delle operazioni militari contro Siracusa (415 a.C.). Nel 403, Dionisio di Siracusa si impossessò di Catania che fu duramente saccheggiata: gli abitanti furono in parte allontanati ed in parte venduti come schiavi e la città fu ripopolata con mercenari che erano stati assoldati in Campania, in Calabria ed in Puglia. Ma questi l´abbandonarono nel 396 a.C. sotto la minaccia della flotta cartaginese, comandata da Magone e Imilcone che conquistarono Catania e la presidiarono, dopo aver sconfitto la flotta siracusana. Conquistata dall´ateniese Callippo (353 a.., nel 345 cadde sotto la tirannia di Mamerco il quale, unitosi con Timoleone, tiranno di Siracusa, contribuì a restituire ai Greci una larga prevalenza su tutta la Sicilia (338 a.C.).
Ma Catania aveva ormai perduto le sue caratteristiche elleniche, per cui fra le prime città dell´isola ad aprire le porte a Pirro, re dell´Epiro, e in seguito a Roma, che la occupò nel 263 a.C., le dette il nome di Catina o Catana e l´annoverò tra le città decumane. Sotto la dominazione romana, che assicurò lunghi periodi di pace, Catania si sviluppò economicamente e demmograficamente, grazie alla sua stessa posizione sul mare ed al volume dei suoi commerci non più turbati dall´invadenza siracusana.
Gravemente danneggiata durante la prima guerra servile (138 a.C.), fu semidistrutta da un´eruzione dell´Etna nel 121 a.C. e fu letteralmente depredata dal propretore Verre, come testimoniano le denunce di Cicerone. Durante la guerra civile parteggiò per Sesto Pompeo e nel 21 a.C. Augusto vi insediò una colonia di veterani, accelerandone così il processo di latinizzazione e di integrazione delle minoranze etniche, nonchè una trasformazione sul piano culturale e giuridico. Sotto Roma, Catania ampliò sensibilmente il perimetro urbano e fu cinta di mura.
Fu dotata di teatro e di terme, di foro e del circo, del ginnasio e dell´anfiteatro, nonchè di un grandioso acquedotto, mentre furono restaurati gli edifici del periodo greco.
Eretta a municipio romano, fu la sede del maggior magistrato romano in Sicilia fino alla tarda età imperiale. E con la caduta dell´Impero Romano d´Occidente (476 d.C.), Catania non fu coinvolta nella crisi generale, ma ebbe invece un impulso nelle attività edilizie e agricole, soprattutto con l´insediamento di comunità ebraiche ed orientali, che ebbero un loro ruolo nell´incremento dell´economia, della produzione commerciale e artigiana.