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Il Distretto della Lava
Nel corso dei secoli, le colate magmatiche dell'Etna hanno raggiunto più della metà della Provincia di Catania, distruggendo lo stesso capoluogo ed arrivando più volte sino a mare. Non tutti i Comuni caratterizzati dall'incombente presenza della lava nel proprio paesaggio e nella propria architettura conservano però il medesimo, forte rapporto con Sua Maestà, il Vulcano. Se Catania ha nel corso degli anni sviluppato la sua vocazione commerciale, rivendicando il ruolo di "capitale" economica della Sicilia, e se i comuni costieri hanno mantenuto uno spirito più "marinaro", sviluppando in tal senso la propria economia e le proprie tradizioni, diversa sorte è toccata ai comuni che, superato il territorio catanese, si inerpicano sulle pendici dell'Etna. Si tratta di comuni che hanno tradizionalmente fondato la propria economia sulla produzione del vino, sull'agricoltura, sulla lavorazione della pietra lavica, sulle tradizioni artigiane. Comuni che da sempre sono stati considerati meta di villeggiatura estiva dalle famiglie catanesi, ma sono anche rimasti pressoché sconosciuti ai turisti stranieri. La Provincia Regionale di Catania ha inteso in questa prima fase rivolgere la propria attenzione a questi Comuni, ideando il "Distretto della Lava". Essi sono: Belpasso, Aci Bonaccorsi, Camporotondo Etneo, Linguaglossa, Mascalucia, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, S. Agata li Battiati, San Pietro Clarenza, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania, Sant'Alfio, Santa Venerina, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea. Naturalmente, il Distretto della Lava e la "Local Distinctiveness" si pongono più come una filosofia ed un modello di sviluppo che non come una creazione amministrativa. Il Distretto della Lava rimane perciò aperto all'adesione di altri Comuni che volessero sposare le finalità ed il modus operandi di LODIS. |
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